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Cesare Carugi

CESARE CARUGI PRESENTA "HERE'S TO THE ROAD"

11 MAGGIO 2012: RIO VINTAGE CAFE'- Piombino (LI) - w/o Leonardo Ceccanti

12 MAGGIO 2012: OSTARIA DA-U NEO - Sestri Ponente (GE) - w/o Leonardo Ceccanti

19 MAGGIO 2012: PUB 1340 - Francavilla Bisio (AL) - w/o Leonardo Ceccanti

24 MAGGIO 2012: TRIBUTO A BOB DYLAN - Cento (FE) - T.B.C.

1 GIUGNO 2012: OPENING FOR JACKSON TAYLOR & THE SINNERS - CLUB RETRO' - Vicenza (VI)

27 OTTOBRE 2012: ESPACE POPULAIRE - Aosta (AO) - T.B.C.

 

CESARE CARUGI nasce nel 1978 a Cecina (LI), e fin da piccolo comincia ad assimilare qualsiasi genere di musica, con una predilezione particolare per il cantautorato americano e per la musica rock.
Comincia a scrivere canzoni nel 1993, ispirandosi molto a Cat Stevens e Bob Dylan, e inizia a esibirsi nei locali della zona insieme al fido amico Leonardo Ceccanti, chitarrista dall’impronta istintiva e stilizzata, con ottimo gusto nell’improvvisazione.

Nel giro di qualche anno si fa un nome nei locali, soprattutto con repertori di cover che svariano da Springsteen a Elvis fino ai Pearl Jam, dimostrando un’ottima versatilità. Col tempo arrivano le prime responsabilità, i primi lavori, e le serate nei locali calano, ma non la passione.
Nonostante la vena compositiva sia minore, soprattutto a causa di una maggiore ricerca di spessore nelle liriche, anche le nuove leve alla fine degli anni ’90 e dopo il 2000 contribuiscono non poco a ispirarlo, fino a creare nel suo stesso garage una specie di collezione di sessions registrate con chitarra, voce e poco più, intitolata "The Lonesome Cantina Tapes", un lavoro fatto alla meglio che comunque finisce in parte anche in una radio lombarda nel 2008, prima di una breve intervista telefonica.

E’ però nel 2009 che Cesare decide di riprendere del tutto in mano la sua chitarra e le sue partiture, dopo aver fatto conoscenza con un folto gruppo di musicisti che lo hanno spinto, seppur involontariamente, a riprendere il cammino.

E’ alla fine del 2009 che comincia le sessions per OPEN 24 HRS, un ep fatto con umiltà e parsimonia, ma con molta passione per la musica. 4 brani originali (uno dei quali in doppia versione) e la cover di "Open All Night" di Springsteen, formano questo piccolo prodotto a cui prendono parte, oltre a svariati amici musicisti locali, anche Simone Fratti, bassista dei suddetti Lowlands. Un nuovo inizio, anche se a 32 anni, e un nuovo percorso verso la luce.

L'EP risulta un buon prodotto, ben recensito su due portali musicali molto importanti come Mescalina e Roots Highway, e riceve pareri positivi anche da parte di alcuni musicisti americani. Sull'onda dell'entusiasmo, Cesare torna in sella per preparara il full album HERE'S TO THE ROAD che vede la luce il 18 Novembre 2011.
11 brani ispirati soprattutto ai tanti viaggi negli Stati Uniti, ma anche a storie sia vere che fittizie, gestite come copioni di film, e spesso incentrate su personaggi o situazioni ben definite, tra cui l'omicidio di John Lennon, un ipotetico spirito di Elvis Presley che vaga per Graceland (Memphis), o la recente alluvione a Nashville. Nel nuovo disco sono presenti ospiti importanti, tra cui il famoso songwriter americano Michael McDermott e  il rocker/bluesman milanese Daniele Tenca.

www.cesarecarugi.com

 

RECENSIONI DI "HERE'S TO THE ROAD":

"HERE'S TO THE ROAD è si un omaggio alla strada di Jack London e Jack Kerouac e del rock americano, ma anche e soprattutto un segnale di appartenenza nei confronti di chi, su quella strada, anche da tutt'altre latitudini, ha desiderato e sperato per anni, lasciando bruciare sull'asfalto il proprio romanticismo, ogni piccola gloria, ogni vicissitudine. La strada resta al suo posto, ma da oggi, a percorrerla con noi, c'è un compagno di viaggio in più."
Gianfranco Callieri, BUSCADERO (Febbraio 2012)

"There Ain't Nothin' Wrong With Goin' Nowhere: filosofia e stile di quest'opera prima del cantautore e chitarrista toscano Cesare Carugi (ma c'era già stato l'ep Open 24 Hours, recensito su queste pagine) sono tutte nel titolo di uno dei brani più riusciti. Un vagabondaggio senza meta nella grande musica Americana, coraggiosamente cantato in inglese, lungo una “road to nowhere” come quella ritratta in copertina."
Pietro Cozzi - Mescalina.it
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"Le sue canzoni sono le stesse che avremmo amato trent'anni fa, magari facendole passare per importanti, per cui che importa se oggi lo saranno solo per quei quattro gatti che avranno tempo per ascoltarle. Ci sono, e sono davvero sulla strada. Questo è il bello"
Nicola Gervasini - Nickname
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“Here's to the Road risplende di alcune piccole perle di rock stradaiolo, fra tempi medi e ballate elettriche che mettono insieme il sound del country rock, la generosità di Tom Petty, la scrittura blue collar e infine un carattere già formato da anni di passione.”
Fabio Cerbone - Roots Highway
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“Non ho esagerato promuovendo Here's To The Road come il migliore italiano (in studio) dell'anno: il disco è una di quelle opere prime che si impongono”
Blue Bottazzi - Blue Bottazzi Beat
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“Cesare Carugi ci sa fare con la scrittura delle canzoni, ha personalità e mette insieme una serie di titoli evocativi che non sentono il bisogno di scimmiottare chicchessia. Canzoni che abitano la terra che sta tra il folk, il rock, il blues ed il country, cantate senza troppa enfasi e circostanza, più che altro interessate a raccontare piccole storie di viaggi, di amori, di letture, di vita, come fosse un diario personale reso pubblico durante una serata particolare”
Mauro Zambellini - Zambo's Place
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""Here's to the road" è il disco di un onesto artigiano del country che regala diversi momenti piacevoli".
Valerio Bassan - Rockit
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"Un disco dove i temi del viaggio e del tempo guidano le cinematografiche liriche, vero punto di forza di un lavoro con pochi difetti, sospese tra velato romanticismo e fughe di libertà.....Si capisce di aver di fronte uno storyteller di alto livello, dalla pronuncia inglese perfetta ma soprattutto, nel suo genere,uno dei migliori dischi italiani usciti nel 2011"
Enzo Curelli - enzo.curelli
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"It works because he sings his songs in English with a rootsy, country voice and his band sound like they earned their musical spurs traversing the Texas chitlin’ circuit. I imagine American musicians aren’t easy to find in Italy, though Chicago singer-songwriter Michael McDermott is almost resident, and turns up on “Here’s To The Road” to duet with Carugi on one song.
I imagine it’s a stamp of approval that is most welcome for an artist making music so far from the source of his inspiration. It’s well deserved. Songs like the opening track “Too Late to Leave Montgomery” indicate an artist fully in tune with the concepts that underpin much American music: the roads that stretch forever and the local radio stations that provide the soundtrack."
Rob F. - Leicester Bangs
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"Il disco fila via garbato, veloce e senza intoppi. Piacevole all’ascolto. Un disco cantato con voce country e pronuncia perfetta, una “band” che suona come di ritorno da una tournee nel Texas."
Pietro Rotelli - Rockall
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